DEBIAN
3.0
Modalità di installazione
Prima di installare la distribuzione Debian è assolutamente consigliata
la lettura del manuale
di installazione.
Esistono diverse modalità per installare Debian:
da
cd
da
hard disk o da partizione DOS
da volumi di rete NFS
dalla
rete tramite HTTP o FTP
La modalità è selezionabile nelle prime fasi dell'installazione,
e prevede media di avvio (floppy o CDROM) differenti a seconda dei casi.
Non tutte le architetture supportano il boot da CDROM. In tali casi sarà
necessario effettuare il boot da dischi floppy e poi proseguire con CDROM
o altro media.
Se si decide di installare da CDROM è necessario procurarsi i
CD o le immagini ISO necessarie per masterizzarli, ed eventualmente (se
il nostro computer non consente l'avvio da cdrom) creare i floppy di avvio.
I CDROM possono essere acquistati
da uno dei fornitori ufficiali al prezzo di 25-30 euro (la distribuzione
completa per pc è di sette CD, ma i primi cinque sono immagini
alternative da scegliere secondo l'hardware di cui si dispone, quindi
ne necessitano solo tre), oppure reperiti come allegato a qualche rivista
di informatica o ancora, per chi dispone di una connessione a banda larga
(ASL o fibra ottica, satellite, ...) scaricati
da uno dei numerosi mirror Debian. In quest'ultimo
caso si hanno due possibilità:
scaricare le immagini
ISO già predisposte.
utilizzare l'utilità jigdo
che "al volo" costruisce l'immagine prelevando i pacchetti dai
siti mirror. Questo è il metodo consigliato da Debian, in quanto
ottimizza la ricerca dei mirror più veloci, riducendo i tempi di
scaricamento.
Per immagine di un floppy o di un CDROM
si intende un file in cui sono concatenati tutti i file da inserire nel
supporto. I programmi di masterizzazione possono normalmente realizzare
un CD a partire da un file immagine. Per i floppy, sono necessari programmi
appositi. In GNU/Linux possono utilizzare i comandi cp o dd. Per Windows
esistono utility esterne al sistema operativo, come Rawrite.
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HOWTO - Jigdo è un'utility liberamente scaricabile
per Linux, Windows, Solaris o in sorgente. Essa preleva i file per l'installazione
dai siti mirror di Debian e li assembla in un unico file immagine da utilizzare
per la masterizzazione del CDROM. L'elenco dei file da assemblare è
contenuto in file con estensione .jigdo disponibili
per i vari CD delle distribuzioni sul sito di Debian.
Per creare l'immagine del CD è sufficiente lanciare Jigdo fornendo
come opzione il percorso del file .Jigdo relativo al CD di cui si intende
scaricare l'immagine e rispondere alle eventuali richieste.
Un tipico utilizzo è:
/sbin/jigdo-lite http://non-us.cdimage.debian.org/jigdo-area/current/jigdo/i386/woody-i386-1_NONUS.jigdo
ove /sbin è la directory in cui abbiamo copiato l'eseguibile jigdo
lite, mentre http://non-us.cdimage.debian.org/jigdo-area/current/jigdo/i386/woody-i386-1_NONUS.jigdo
è l'URL, ma potrebbe essere un percorso locale o di rete), del
file .jigdo.
Attenzione! I primi 5 CD sono alternativi tra loro.
Ognuno contiene un kernel compilato includendo
supporti ad hardware diversi. E' opportuno leggere
il manuale d'installazione per capire quale è quello confacente
al caso proprio.
L'installazione da dischi floppy è sconsigliata a meno che non
sia indispensabile. Può essere utilizzata in situazioni molto particolari
che non consentono alternative.
Un'altra possibilità è copiare la distribuzione su un disco
fisso e poi installare partendo da lì.
Interessante la possibilità di installare da un file system NFS
(Network File System), utile per scuole di una certa dimensione, che possono
predisporre un file server Linux per la distribuzione dei pacchetti tramite
NFS. In realtà risparmia solo l'installazione (e/o la configurazione)
di un server web o ftp.
Se si desidera installare direttamente dalla rete, è sufficiente
scaricare le immagini del CD
(non ufficiali) di avvio o dei due floppy root.bin e rescue.bin da un sito mirror
Debian per far partire la procedura di installazione, che al momento opportuno
chiederà l'URL del sito da cui scaricare i pacchetti da installare.
Rispetto allo scaricamento dei CD, questa strada risulta conveniente se
si deve installare Debian su un solo computer o se il server web o ftp
è raggiungibile con una connessione molto veloce, consentendo di
scaricare solo i pacchetti da installare. Altrimenti, a meno di non disporre
di bande realmente elevate, il processo si allunga sensibilmente. La guida
all'installazione presente sul sito ufficiale è molto dettagliata
e prevede la maggior parte delle difficoltà riscontrabili durante
l'installazione.
Anche nella procedura di installazione, la strada scelta è quella
di rivolgersi ad utenti non completamente privi di esperienza. L'interfaccia
è testuale, non esiste uno strumento "amichevole" per
il partizionamento (sono presenti gli applicativi CLI fdisk e cfdisk), che è la fase normalmente più
disorientante per un utente novizio, spesso sono richieste informazioni
piuttosto specifiche riguardo l'hardware e la configurazione dei programmi.
Sono state effettuate più installazioni,
sia tramite rete (HTTP o FTP) che tramite cd, riscontrando su due computer
un problema per la configurazione del server grafico Xwindows, che non
si è riuscito ad avviare dopo l'installazione. Su un altro computer
l'interfaccia grafica funziona solamente per quanto riguarda Gnome, mentre
non partono le sessioni di KDE.
Lo scaricamento diretto dei pacchetti via rete con ftp o http ha riscontrato
problemi con qualche sito mirror, bloccandosi con un errore. In questo
caso, lo script di installazione ha riproposto lo scaricamento dei pacchetti
residui, che è andato in porto. Tali problemi non si sono riscontrati
durante aggiornamenti successivi (evidentemente il problema è temporaneo)
tramite le utilità apt-get con
le opzioni install, update o upgrade (vedi APT-HOWTO).
Per completezza, è stato verificato anche il funzionamento del
boot loader Sbm (Smart Boot Manager), di cui è disponibile un'immagine
sul primo CDROM della distribuzione (ved. file
<unità CD>/install/README.sbm. La prerogativa principale
di Sbm è di riconoscere automaticamente i dispositivi avviabili,
siano essi floppy, cdrom IDE, dischi, partizioni o unità logiche.
In realtà Sbm non è riuscito a riconoscere per il boot il
lettore CD in nessuno dei PC su cui è stata effettuata la prova
mentre funziona regolarmente con floppy e dischi.
L'hardware dei computer utilizzati è stato regolarmente riconosciuto
e configurato. È doveroso ricordare che i PC non dispongono di hardware
particolarmente difficoltoso da configurare come winmodem, schede audio,
scanner, che solitamente sono più difficili da utilizzare in GNU/Linux.
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Tempi di acquisizione
Disponendo di una connessione veloce, e.g., il primo cd è stato
scaricato in 44'33'' con jigdo ed in 59'10'' prelevando direttamente l'immagine.
Effettivamente con jigdo i tempi si sono accorciati di circa il 25%. Per
una connessione adsl è lecito attendersi tempi di un'unità
di grandezza superiori, con una connessione analogica o ISDN di due ordini
di grandezza circa (improponibile).
Lo scaricamento delle immagini per i floppy è durata circa 4 secondi
ciascuno. Tali immagini sono presenti solo in alcuni siti mirror.
Non abbiamo provato ad acquistare i CD in quanto non sono distribuiti
direttamente da Debian, ma da rivenditori autorizzati. Comunque Debian
è una delle distribuzioni più blasonate, anche se non destinata
ad un uso di massa, pertanto è facile reperirla in edicola allegata
a qualche rivista, anche se solitamente è presente una selezione
dei CD e non il set completo.
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Tempi di installazione
L'installazione è stata ripetuta più volte su diversi PC
(Pentium 200, Pentium II 233, Pentium III 550 e 1000). Per completezza
è stata effettuata l'installazione anche su un
vecchio 80486 privo di CDROM, ma dotato di scheda di rete.
È opportuno prevedere qualche ora per documentarsi sul processo d'installazione
reperibile alla pagina (http://www.debian.org/releases/stable/installmanual)
e su altra documentazione. Il manuale d'installazione è disponibile
in numerose lingue tra cui l'italiano.
Ovviamente i tempi di installazione dipendono da vari fattori:
-
quantità di pacchetti installati
-
prestazioni dell'hardware
-
tipo di sorgente scelta per l'installazione
I tempi di installazione sono oscillati da circa due ore per un'installazione
server tramite CD su Pentium III a circa cinque ore per un'installazione
workstation da CD su pentium. A questi tempi vanno aggiunti quelli impiegati
per l'eventuale scaricamento dei CD.
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Tempi di avviamento
Ovviamente per utenti con esperienza solo su sistemi operativi più
orientati ad utenti inesperti, la curva di apprendimento per GNU/Linux
in generale è molto ripida. Per Debian è ancora peggio,
in quanto non fornisce strumenti accessori per la configurazione del sistema,
ma solo quelli disponibili con i desktop manager KDE e Gnome, rispettivamente
alle versioni 2.0 ed 1.4 (quelle attuali sono la 3.0 e2.0).
Inoltre l'interfaccia grafica è poco curata. Il menù di
avvio è organizzato in modo disordinato e la scelta dei percorsi
non è intuitiva: Esistono molte duplicazioni e solitamente la maggior
parte dei programmi è raggiungibile da sottomenù denominati
“Debian” e non dove sarebbe lecito pensare di trovarli.
Anche la scelta dei programmi è discutibile. Sono installati per
difetto all'interno dei gruppi di Tasksel selezionabili durante l'installazione
molti piccoli programmi duplicati e di scarsa utilità, mentre ne
mancano altri decisamente più utili (vedi OpenOffice ed Evolution
per la produttività personale o Galeon e Nautilus come browser/file
manager), scelta vincolata in parte dal fatto che le versioni di Gnome
e KDE non sono le più recenti.
Per l'innesto di file system secondari (floppy, cdrom, ...) al principale
non è stato configurato l'automount, quindi l'utente è costretto
(se è a conoscenza di questa necessità e della procedura
per farlo) ad innestarli manualmente.
Tutto ciò comporta tempi di apprendimento piuttosto lunghi, e
quindi, in generale, si presume che chi arriva alla Debian lo fa dopo
aver sperimentato distribuzioni più orientate all'utente generico
e sotto la spinta di necessità particolari.
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Caratteristiche hardware
richieste
Le caratteristiche hardware richieste sono quelle previste dai kernel
Linux utilizzati. Sulla documentazione è indicato che Debian può
essere installato su PC i386 o superiori, naturalmente per quanto riguarda
il sistema base. Per il sistema grafico Xfree86 è necessario almeno
un Pentium. Altre distribuzioni hanno ormai abbandonato il supporto di
PC con hardware obsoleto, su cui non funziona nemmeno la procedura di
installazione ed i cui pacchetti sono compilati su hardware recenti (Pentium
e superiori). La possibilità fornita da Debian di essere installata
su vecchi computer può quindi essere utile in situazioni particolari.
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Difficoltà nell'installazione
La procedura di installazione risulta semplificata rispetto alle versioni
precedenti. Le nozioni necessarie su hardware e sistema operativo sono
molto meno di quelle richieste in passato; tuttavia la procedura non è
ancora a misura di utente generico.
Sono richieste informazioni come conoscenze di base su moduli del kernel,
nomenclatura dei dispositivi sotto GNU/Linux,
parametri per la configurazione di alcuni applicativi.
La procedura di installazione non dispone di un programma "amichevole"
per il partizionamento del disco, che è l'operazione che probababilmente
disorienta maggiormente l'utente alle prime armi. Si è costretti
ad utilizzare strumenti come cfdisk (proposito di default) o fdisk che
si raggiunge solo con operazioni sconosciute ad utenti novizi, come il
passaggio ad un'altra console ed il lancio da riga di testo dell'applicativo.
HOWTO - Per passare ad un'altra
console a riga di comando è necessario utilizzare la combinazione
di tasti Ctrl+Alt+X, ove X è un tasto funzione
da F1 ad F6. A differenza del normale uso, durante la procedura
di installazione non è necessario autenticarsi con nome utente
è password (che ancora non sono stati creati),
ma è sufficiente premere il tasto Invio per attivare la console.
Dopodiché, per lanciare Fdisk, è
necessario scrivere il comando
fdisk /dev/hdX
e premere Invio, ove X è una lettera
da “a” a “d” a seconda che il disco che
vogliamo partizionare sia collegato come master o slave alla prima o alla
seconda catena IDE.
Per i dischi SCSI il comando diventa
fdisk /dev/scdX
ove X è un numero da 0 a 15 che identifica il disco ed è
fornito dal sistema secondo l'ordine con cui i vari dischi sono rilevati.
L'installazione del server X non consente di verificare le scelte fatte
ed eventualmente di modificarle. Ciò comporta che se una volta
terminata l'installazione X non funzionerà correttamente si dovrà
procedere manualmente alla correzione del problema, la qual cosa richiede
un minimo di esperienza.
Sarebbe stata cosa gradita prevedere durante l'installazione una procedura
per installazioni ripetute, come avviene in altre distribuzioni. Ciò
è possibile, ma solo successivamente all'installazione del sistema
tramite l'utility FAI,
possibilità appena accennata nel manuale d'installazione.
Nella scelta dei pacchetti esistono due possibilità: o utilizzare
Tasksel che seleziona grandi gruppi di pacchetti appartenenti allo stesso
ambito, ma veramente poco granulare, o utilizzare Dpkg, che permette di
selezionare i singoli pacchetti ma ha un'interfaccia veramente complessa,
tale che è fortemente consigliato di leggere preventivamente la
guida
apposita.
Superati questi problemi, e non è poco, la procedura ha anche
aspetti positivi, soprattutto per chi è dotato di un collegamento
ad Internet veloce o un server (HTTP, FTP o NFS) predisposto per installare
Debian: è possibile installare Debian girando per i laboratori
con due soli floppy in tasca. Inoltre l'aggiornamento successivo del sistema
si esegue (molto efficientemente) digitando al prompt:
apt-get upgrade
il che è veramente comodo.
In modo altrettanto semplice si possono installare o aggiornare singoli
pacchetti o sincronizzare il database dei pacchetti presenti sulle sorgenti
configurate sul sistema.
Successivamente all'installazione dei pacchetti parte una procedura per
la configurazione di diversi programmi. Purtroppo in questa fase sono
necessarie competenze piuttosto specifiche. Agli utenti inesperti non
resta che affidarsi al buon senso (ed alle scelte predefinite), modificando
in seguito dopo opportuna documentazione i servizi che interessano.
Una nota a parte merita l'installazione sul 486. Data la mancanza del
CDROM e la dotazione di una scheda di rete, a meno di non voler caricare
tutto il sistema da floppy, la scelta di installare via HTTP o FTP era
quasi obbligata. Per tale installazione si è scelto di non caricare
l'interfaccia grafica, che comunque non sarebbe utilizzabile su un 486
date le risorse modeste, ma solamente programmi a riga di comando. Ciò
in previsione di un uso come server per servizi limitati (e.g.
Proxy server o dhcp server per una piccola rete). Essendo l'hardware piuttosto
datato, è stato necessario caricare i driver forniti da Debian
sotto forma di immagini per floppy aggiuntivi per poter utilizzare la
scheda di rete 3com 3c509b presente nel PC, poiché il modulo
relativo non è presente nel kernel fornito di default con Debian.
Tale aspetto in realtà è solo accennato nel manuale
per l'installazione e quindi ha richiesto un po' di tempo per essere
correttamente impostato. I tempi per la documentazione e le prove non
sono conteggiati in quelli forniti al paragrafo Tempi di installazione.
Nonostante la distribuzione non sia delle più semplici da installare,
tuttavia, un utente inesperto con molta pazienza, che si faccia carico
del tempo necessario per la lettura della documentazione e non si aspetti
che tutto vada bene al primo tentativo, dovrebbe riuscire nell'impresa
(fatti salvi casi particolari in cui è presente hardware obsoleto,
troppo moderno o particolare per cui è necessario intervenire con
maggior perizia), cosa che nelle versioni più datate di Debian
non era affatto scontata.
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Esistenza, qualità
e completezza della documentazione
Il sito ufficiale di Debian
è una fonte molto ricca di informazioni. Esistono oltre venti manuali
per utenti e per sviluppatori, decine di HOWTO e una raccolta strutturata
di FAQ veramente imponente, oltre alla documentazione su Linux in generale.
Purtroppo solo il manuale di installazione e pochissimi altri sono disponibili
in italiano, mentre il resto della documentazione per Debian è
in inglese ed in poche altre lingue. Ciò perché
Debian è un'associazione di volontari, quindi la localizzazione
dipende dalla disponibilità di persone che realizzino la traduzione.
Comunque, l'informazione è molta, e
la difficoltà stà nel selezionare quella più utile
ai propri scopi. Non rientra negli scopi dell'articolo recensirla tutta,
quindi abbiamo letto solamente il manuale per l'installazione, che riteniamo
fondamentale per iniziare ad utilizzare Debian GNU/Linux. E' disponibile
per le architetture supportate in diverse lingue italiano compreso, ed
in diversi formati. E' una guida indispensabile per l'utente alla prima
esperienza, ma comunque utile anche per chi non è proprio alle
prime armi. Contiene numerosi riferimenti ad altra documentazione sia
relativa a Debian ed ai suoi strumenti, che a Linux in generale. Quasi
sempre la descrizione del processo di installazione è puntuale,
anche se ovviamente non tratta tutti i casi possibili. Nella maggior parte
dei casi dovrebbe consentire anche ai nuovi utenti di installare la distribuzione
senza problemi. Il linguaggio è semplice e chiaro, pur contenendo
riferimenti tecnici precisi agli argomenti trattati.
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Possibilità di assistenza
online
Debian non è un'azienda, ma un'associazione di volontari. Quindi
non fornisce un'assistenza di tipo commerciale. Esistono diversi strumenti
di supporto
per rimediare a situazioni di errore o problemi, tra cui ricordiamo le
mailing list, i newsgroup, una chat, siti web e comunità di utenti
on-line.
Per un supporto online su problemi contingenti, esistono diverse chat
ove è possibile incontrare utenti Debian disposti a fornire la
propria competenza ad altri. Le chat sono soggette ad una ben precisa
netiquette che tra l'altro richiede analoga disponibilità a chi
utilizza il servizio.
Tale supporto può non essere adeguato per un'azienda. Chi volesse
un'assistenza specifica può trovare sul sito di Debian un elenco
di professionisti sparsi in tutto il mondo che erogano tale servizio.
Purtroppo l'elenco non riesce a coprire tutto il territorio puntualmente
(in Italia sono presenti solo quindici nomi), quindi è facile pensare
che nella maggior parte dei casi tale supporto possa essere fornito solo
telefonicamente o tramite un accesso remoto.
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Cosa ne pensiamo
Se qualcuno pensasse di utilizzare GNU/Linux per destinarlo ad un uso
come Workstation per utenti generici, farebbe bene a rivolgersi ad altre
distribuzioni. Debian non è orientato a questo tipo di utenza,
che probabilmente lo abbandonerebbe immediatamente alle prime difficoltà.
Inoltre in qualche caso prima di essere effettivamente utilizzabile richiederebbe
l'intervento di un esperto per configurare correttamente X.
Diverso è il discorso per l'utilizzo di Debian GNU/Linux come
server. La procedura di installazione per il sistema di base installa
un numero ridotto di servizi. L'impacchettamento dei programmi è
fatto scegliendo sempre impostazioni prudenti
per ciò che riguarda la sicurezza, che è sempre in primo
piano nelle scelte sulla distribuzione: le versioni di un pacchetto sono
inserite solo dopo un periodo di osservazione che rilevi la presenza di
eventuali problemi, la configurazione di default dei servizi è
restrittiva per quanto riguarda gli accessi, i pacchetti relativi alla
sicurezza del sistema sono aggiornabili in maniera semplice prelevandoli
direttamente dai siti mirror di Debian.
In generale, quindi, la vocazione di Debian è per un utilizzo
come server su una rete, in particolare per chi utilizza prevalentemente
la riga di comando per gestire il computer, anche se si possono ipotizzare
altri utilizzi.
Debian svolge bene il suo lavoro. Nell'utilizzo prolungato (qualche settimana)
non ha mai presentato blocchi di sistema, né problemi di dipendenza
tra pacchetti. Qualche prova sul 486 come server proxy ha mostrato (senza
pretese analitiche, che richiederebbero prove accurate con benchmark)
buone prestazioni su una piccola rete, rendendo Debian un buon candidato
per il riciclo di hardware obsoleto.
Certamente non un vestito per tutte le stagioni, ma certamente uno strumento
che è opportuno valutare in ambito scolastico, anche se in generale
non per un utilizzo prettamente didattico.
Fonti di documentazione
/usr/share/doc/debian-guide/html/noframes/index.html
http://www.debian.org/releases/stable/i386/install.it.html
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