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SICUREZZA
DELL'ACCESSO A INTERNET E DIDATTICA
Dario De Jaco (CSI Piemonte),
Marco Guastavigna (IIS Beccari, Torino)
Quale sicurezza?
Poiché il nostro ragionamento sulla sicurezza si riferisce in particolare
al contesto della rete unitaria delle scuole piemontesi http://www.scuole.piemonte.it
e si pone quindi soprattutto in una prospettiva didattica, ci occupiamo
solo di strumenti che servono a evitare incontri (anche casuali) tra persone
con strumenti di difesa limitati e proposte troppo forti sul piano emotivo
e non di e-commerce, di firma elettronica, di transazioni economiche,
di antivirus, di crittografia, né dal punto di vista tecnico né da quello
giuridico. Non affrontiamo, infine, in senso stretto, il problema della
pedofilia o degli adescamenti.
Approcci alla "questione sicurezza"
Segnaliamo in primo luogo i browser per bambini, pensati in genere per
essere usati dai genitori, in situazione domestica per esercitare il diritto-dovere
di tutela. Sono strumenti di uso semplice e tutto sommato efficace, possono
interessare quindi anche la scuola e in Kids
Freeware - Free Software and Internet Services for Kids http://kidsfreeware.com/computers/surfing_browsers.html
ne troviamo un ampio elenco, corredato di brevi recensioni. Si tratta
di programmi per lo più shareware, che prevedono tutti un meccanismo di
supervisione adulta sulla navigazione, e che seguono modelli operativi
parzialmente diversi, di cui illustriamo qui di seguito alcuni esempi paradigmatici:
- At Kids Browser (http://www.winshare.com/)
prevede eventualmente interventi più netti: è infatti possibile eliminare
la possibilità di inserire indirizzi e il menu Go, per cui l'utente
potrà navigare soltanto nell'ambito del bacino di siti predefinito
dal genitore o dall'insegnante.
- Un cenno particolare va a Davide (http://www.davide.it/),
provider che offre una connessione protetta, garantendo una navigazione
filtrata, veloce e sicura. I bambini non corrono così il pericolo di fare
spiacevoli incontri ma, come recita l'avviso nella home page, "la navigazione
dei bambini non deve essere mai lasciata totalmente in mano ai bambini,
ci deve essere sempre la guida di un genitore o di un adulto in generale".Infine
c'è chi propone (non solo in Italia) un approccio secondo il quale la
sicurezza parte dagli utenti finali (i bambini) e dalla loro consapevolezza
sui problemi che -per strada e su Internet- possono essere chiamati ad
affrontare.
- Quest'approccio si traduce in una serie di regole molto ben spiegate nel
caso di: TOMMASONE CYBERCOP PICCOLA GUIDA PER
VIAGGIARE SICURI NEL CYBERSPAZIO disponibile all'URL http://www.dragotom.it/homelibro.htm attraverso le quali
coinvolgere e responsabilizzare i protagonisti dell'evento, cioè i bambini
stessi.
Una proposta per gli insegnanti
Suggeriamo di considerare la sicurezza in contesto didattico in questo
modo: definire un bacino di siti "consentiti" può essere
per gli insegnanti un' occasione di ricerca "mirata" e di costruzione
di un progetto di consultazione di informazioni secondo un senso e uno
scopo utili sul piano formativo ai bambini per qualcosa di più della navigazione
in sé e per sé. Questo potrebbe dare alla scuola un esplicito forte
ruolo di guida alla "scoperta" ed alla classificazione delle risorse,
coinvolgendo contemporaneamente gli allievi in un'operazione in cui non
sono "sorvegliati" ma protagonisti. Limitarsi a selezionare, e quindi
a interdire (e quindi in qualche modo di censurare) non è infatti mai
del tutto convincente né utile.. Nessuna lista di siti "autorizzati",
poi, può mai essere definitiva e esclusiva; il lavoro ha per definzione
una prospettiva dinamica e la definizione di insiemi diversi può tradursi
in classificazioni e ordinamenti delle risorse di Internet direttamente
utili dal punto di vista formativo.
La rete piemontese
La RUPAR piemontese (soprattutto per la parte
dedicata alle Scuole) vuole e deve essere una rete sicura, protetta con
meccanismi che garantiscano agli utenti, per quanto tecnicamente possibile
ad oggi, il massimo grado di riservatezza da intrusioni esterne e da attività
interne "non gradite".
La sicurezza è garantita dai seguenti
punti di forza:
- È una sorta di Rete "privata" a tutti
gli effetti, cioè chiusa e controllata, con punti di ingresso/uscita
e nomi predefiniti e costantemente verificati.
- L'autenticazione è garantita da appositi
Certificati digitali, che sono consegnati
esplicitamente ad ogni singolo utente insieme al suo CIP
(Codice di Identificazione Personale). L'insieme Certificato
digitale e CIP garantisce l'identificazione dell'utente, della sua Posta
e di ogni operazione che compierà in rete. Starà all'utente, naturalmente,
evitare una diffusione non controllata della sua chiave di accesso.
- L'utente è autenticato ad ogni ingresso nella
RUPAR e tutte le operazioni che compie vengono "tracciate" (questo
avviene con il suo esplicito consenso in proposito). Il tracciamento
consiste nella registrazione automatica di quanto l'utente richiede
alla rete, sia pur nella garanzia dei diritti di privacy. Questa cautela
serve per poter ricostruire, se servisse, eventuali comportamenti non
consoni alla sicurezza dell'ambiente.
- È presente un Filtro Web (SmartFilter)
che impedisce la connessione a siti classificati indesiderabili. Tale
impedimento è esplicitato a tutti gli utenti; ciascuna scuola potrà
poi chiarire con allievi e famiglie la situazione, definendo un chiaro
patto formativo in merito all'uso della rete nella didattica e nella
ricerca.
Il filtro in uso (che ha tutti i limiti
dei filtri) è un sistema automatico che limita
l'accesso ad Internet, escludendo la possibilità di collegarsi
a siti Web di contenuto non desiderato. Con questo sistema la RUPAR è
in grado di impedire che il personale di una scuola o i suoi allievi utilizzino
la rete Internet per visitare siti non pertinenti.
È effettuata, per questo, una continua ricerca automatica, nello spazio
Internet, di nuovi siti e pagine che corrispondono ai criteri di appartenenza
a 30 differenti categorie predefinite in una
"lista di controllo", che comprendono una
vasta gamma di contenuti diversi.
Ogni nuovo sito rilevato viene verificato da una équipe di tecnici (umani)
per un'analisi specifica, che serve a decidere se il sito osservato debba
essere inserito in una delle categorie filtrate oppure no.
Nel vasto contesto delle norme e delle preferenze individuali, il discernimento
tra contenuti leciti e non può essere oggetto di discussione. Il filtro
considera i siti contenuti nelle 30 categorie suddette come improduttivi
per la grande maggioranza degli impiegati e/o studenti nell'adempimento
delle normali funzioni loro attribuite durante l'orario di lavoro/lezione.
Benché l'identificazione di un sito al fine della sua inclusione in una
delle categorie sia il risultato di una continua analisi e ricerca, data
l'evoluzione tumultuosa delle offerte in rete, non è possibile garantire
l'indicizzazione di tutti i potenziali siti appartenenti ad una determinata
categoria.
Inoltre, poiché l'identificazione di un sito specifico come appartenente
ad una categoria determinata potrebbe comportare problemi di corretta
interpretazione del suo contenuto, la lista non può comprendere siti che
solo un particolare utente potrebbe desiderare di filtrare, ma si attiene
a criteri più diffusi e generalizzati.
Infine, in una logica che prevede la massima libertà di comportamento
(e di responsabilità personale), si è deciso di non filtrare nella RUPAR
tutte le categorie previste dal sistema originale ma solo quelle evidentemente
"improduttive", poiché la ricerca e la navigazione libera possono essere
interessanti, stimolanti ed utili anche quando portano ad offerte informative
più consone al gioco che allo studio in senso stretto.
Senza addentrarci negli aspetti didattici e pedagogici, l'impostazione
che abbiamo dato al filtraggio serve a garantire l'utenza più esposta
da pericolosi traumi ma contemporaneamente non vuole deprivarla, azzerandone
i meccanismi di curiosità o nascondendo (inutilmente) il mondo reale.
Per questo si è deciso di filtrare le categorie di siti etichettate come:
Comportamenti criminali, Occultismo, Appuntamenti e incontri, Droghe,
Estremo/Oscenità/Violenza, Spazi Per Adulti, Giochi d'azzardo, Sesso.
Per quanto riguarda quest'ultima categoria, va notato che, facendo riferimento
alle influenze culturali e ai gusti personali, ciò che viene considerato
sesso o pornografia o semplicemente una forma di divertimento, può essere
oggetto di dibattito, ma, nello svolgimento delle normali funzioni di
impiegati e studenti, si possono considerare comunque alla stregua di
contenuti improduttivi.
Contestualmente si è deciso di NON filtrare le seguenti categorie: Arte
e Cultura, Anonymizers/Translators, Chat, Intrattenimento, Giochi, Informazioni
di tipo generale, Hate Speech (dedicata ad ogni sorta di propaganda tesa
ad incoraggiare o fomentare atteggiamenti oppressivi verso uno specifico
gruppo di individui (donne, minoranze, disabili ecc.), compresi gli integralismi
di ogni specie, ritenendo che è meglio conoscere che ignorare), Umorismo,
Investimenti, Ricerca di lavoro, Stili di vita (gusti, tendenze, orientamenti.
Fanno parte della lista i siti gay, transgender, i club privati, i vegetariani,
i naturisti ecc), Siti musicali MP3, Nudi (cioè Sculture e pittura classica,
nudi fotografici, qualche immagine naturista o dettagliate illustrazioni
mediche, comprese nella categoria "Nudismo"), Vendite online, Pagine Personali,
Politica e valori sociali, Portali, Salute e cura di sé stessi, Sport,
Viaggi, Usenet News e Webmail.
I due autori hanno pensato congiuntamente il testo;
De Jaco ha poi curato la stesura dei paragrafi "Quale sicurezza?" e "La
rete piemontese", Guastavigna "Approcci alla "questione sicurezza" e "Una
proposta per gli insegnanti"
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